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piccolomiracolo
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venerdì, aprile 01, 2005 Ho ritrovato quasi per caso il desiderio di tornare qua. Ritrovando la stampa di alcuni post mentre scartabellavo tra le mie cose. Questo è stato un luogo molto inteso per me. Il luogo, dentro la rete e dentro di me, in cui per alcuni giorni ho seguito le traiettore di alcuni destini in procinto di incontrarsi. I destini erano quello mio, di Marzia (mia moglie) Eugenio, (mio figlio) e di Yakob, suo fratello, uno splendido musino dagli occhi bianchi come il latte che abbiamo incontrato per la prima volta in Etiopia nel luglio del 2003. Adesso, in questo preciso istante, egli è qui nel giardino, a giocare a calcio con i suoi amici, con la stessa grinta e determinazione alla vita che ha già mostrato più volte di fronte alla morte. Pensando a questo, pensando a quanti Yakob ci sono ancora, (innumerevoli e destinati a restare senza nome, come senza nome resta chi non ha nessuno che possa pronunciare quel nome con amore), ho sentito il desiderio di ritornare in questo spazio per ridare vita all'iniziativa che, anche attraverso di esso, avevo provato ad avviare lo scorso anno. Vi invito, se volete, a leggere questa nostra storia (dal giugno 2003), ma, ancora di più, a visitare il sito: http://www.alessiosozzi.com/yakob/ grazie a chi vorrà farlo e grazie ancora di più a chi vorrà far sì che altri destini si incontrino venerdì, febbraio 20, 2004 Un sito per 100 piccoli miracoli Noi e Yakob abbiamo avuto un piccolo miracolo, ma non sempre le cose vanno così. Nell’istituto in cui lui ha vissuto, abbiamo conosciuto tantissimi bambini meno fortunati di lui, Molti di loro, soprattutto i più grandicelli, sono destinati a non essere adottati. Non ci dimenticheremo mai dei loro sguardi e del loro bisogno di amore. Non possiamo vivere la nostra felicità senza cercare di fare qualcosa per loro. Abbiamo per questo attivato un sito www.alessiosozzi.com/yakob In esso raccontiamo, con parole e immagini, la storia di Yakob e della sua terra e presentiamo alcuni dei suo amici meno fortunati. Amici che possiamo aiutare con il sostegno a distanza. Abbiamo avuto modo di vedere come sono effettivamente utilizzati quei soldi dal Ciai (l’associazione con cui abbiamo adottato Yakob) e possiamo assicurarvi che, con il vostro aiuto, è possibile davvero realizzare tanti altri piccoli miracoli. Visitate il sito, saranno 5 minuti non sprecati. Sono pasati in un lampo 7 mesi. La vita non aspetta i nostri tempi. Sono stai mesi intensissimi che mi hanno tenuto il fiato sul collo e ne avrò ancora per un po'. Da qui la mia assenza Yakob: due bottoncini neri immersi in candido latte che ogni mattina si risvegliano su di noi. Yakob: 113 cm. : 8 in più di quando è arrivato 7 mesi fa, e una salute di ferro. Il piccolo miracolo continua ed è più bello di quanto non potessimo mai immaginare lunedì, luglio 14, 2003 14 luglio 2003
+ 13 giorni.
L'incontro e' avvenuto. E' stato bellissimo ma diverso da come ce lo eravamo immaginato. Ma in fondo e' sempre cosi'.
Una musica dal ritmo semplice con parole che non capisco. Una trama ininterrotta di pulmini bianco blu Toyota appena fuori dalla porta in cui si affaccia l'intenet cafe'. Fuori desolazione infinita. Dentro, per la prima volta in tutti questi giorni, un colelgamento che funziona ma che non potro' utilizzare a lungo. Ricomincero' a postare appena tornato a casa, forse tra pochi giorni, abbracciati al musino dagli occhi come bottoncini neri in bianco latte.
sabato, giugno 28, 2003 ore 5,44 di sabato 28 giugno. Un temporale terribile dopo giorni di calura assoluta ha devastato la notte modellandola sulla mia anima. Mezz'ora di devastazione ed è scomparso, lasciandomi come la terra umida e spaventata. tra 50 ore saremo nella terra di Yakob giovedì, giugno 26, 2003 Cronache 14 febbraio 1986, San Valentino, Marcia ed io non festeggiamo pranzando fuori, andiamo a vivere insieme. Io sono militare, Milano-Como Seconda Compagnia Terzo Battaglione Fanteria (!), sparato su una 500 bianca. Un giorno investo un cane lupo. La 500 è da buttare, il cane se ne va scodinzolando un po' tra i campi. Marzia ci mantiene con il suo secondo amore (credo), il Teatro. 11 settembre 1990 come predetto dalle sue viscere, nasce Eugenio, è un maschio sembra un principe e si chiama così. 3 luglio 1993, Padova. Ci sposiamo nella sala consiliare del Comune. Presenti i testimoni Gianfranco e Anna (sua moglie) e gli ospiti: Eugenio, tre anni da compiere, i capelli biondi e ricci e Miriam, nasino all'insù, stessa età (figlia dei testimoni). Perchè sposarsi? Perchè così imponeva quel progetto, per noi semplice e banale che sembra chimica: "..le domande di adozione possono essere presentate da coppie regolarmente sposate da almeno tre anni...". Perchè a Padova? Perchè i presenti fossero solo Gianfry, Anna, Eugenio e Miriam. Il pranzo di nozze in un bar. Marzia un vestito nero di garza. Splendidamente sensuale. luglio 1997, Tribunale dei Minori di Milano, caldo torrido, come oggi. Dopo settimane di affanni ho finito gli incartamenti e li presento in doppia copia all'ufficio del secondo piano, 3° stanza a destra. Ora possiamo riposarci: la "macchina si è avviata" -penso- Ci porterà ad abbracciare due bottoncini neri annegati in bianco latte. Ma molto tempo dopo. Dopo 6 anni. Tra 3 giorni. 1997-1998 La macchina burocratica va a scartamento ridotto. Ci si aggrovigliola addosso pesante e insensibile della nostra premura: 1 visita al distretto dei carabinieri, 2 incontri domiciari con l'assistente sociale, 2 con la psicologa della Asl da sola, 4 con la psicologa della Asl, una collega, un supervisore e altre 3 coppie. Due con gli psicologi dell'associazione, 2 con gli psicologi dell'associazione e altre 10 coppie in due giornate full time. Una con gli psicologi del tribunale dei minori. Queste sono quelle che mi ricordo. Oltre 9 mesi per avere l'autorizzazione all'adozione internazionale. Quella nazionale ce l'hanno data subito. Per quella non serve nessun controllo (?!). 1997-1998 Due anni passati senza senso. Nessun abbinamento con nessun bambino. Eravamo stati associati all'Etiopia dall'associazione a cui ci eravamo rivolti. La prima in Italia per data di fondazione. Certamente una delle più etiche. Si occupano di aiuti all'infanzia nei paesi del terzo mondo. Costruiscono ospedali, fanno prestiti alle madri sole con bambini perchè possano diventare autonome, ecc. ecc. L'adozione internazionale, per questa associazione, è l'ultima soluzione se tutte le altre strade di far crescere il bambino nella sua terra non hanno dato frutti. Volevamo assolutamente un'associazione etica. Il solo dubbio di un bambino "comprato" avrebbe ucciso il nostro progetto. 1998 un qualche giorno in un qualche luogo della terra della Regina di Saba una giovane madre partorisce il frutto di un breve amore fuggito via. Lo chiama Yakob. Siamo anche noi negli sguardi di quella giovane madre. Traiettorie lontane cominciano ad attrarsi. Senza un motivo. Implacabili e oscure finiranno per incontrarsi. Molto tempo dopo. Tra tre giorni. Novembre 1998 La macchina si arresta del tutto, beffarda della nostra fretta. La pratica che ci riguarda rimane a metà strada temporale tra la vecchia legge che prevedeva la validità di due anni del decreto di idoneità, e la legge nuova, valida attualmente, che rende l'idoneità "a vita". La nostra domanda, per quanto sponsorizzata dall'associazione, viene rigettata dal tribunale dei minori perchè giunta con 6 giorni di ritardo rispetto alla data ultima prevista per la richiesta di proroga. Risultato: tutto da rifare Febbraio 1999 Siamo tornati al punto di partenza: rifare i fogli, ripresentare la domanda, rifare i colloqui con carabinieri, assistenti sociali, psicologi (non quelli dell'associazione che ormai i conoscono - eravamo diventati già un caso. Ed era solo l'inizio) Dicembre 1999 Ci giunge la nuova idoneità. Possiamo iniziare di nuovo ad attendere un abbinamento. Il paese è ancora l'Etiopia dove sono già da tempo i nostri documenti. 2000 Passa senza che succeda niente. Il nostro progetto vive ancora, ma è come sopito sotto la cenere del tempo che passa, della vita che ci affanna. Eugenio sta crescendo e questo fratellino pare allontanarsi sempre di più. Yakob ha forse due anni. Sarà nostro figlio ma ancora non lo sa. Neppure noi. 2001 Niente 8 Gennaio 2002 L'associazione a cui ci siamo rivolti ci chiama per un colloquio. Poche parole, le solite, come va, siete pronti, ecc. Poi ci parla di lui: si chiama Yakob, ha circa 4 anni sua madre è morta di tubercolosi ma lo ha tenuto fino all'ultimo con sè, suo padre è salito sui un'aereo poco dopo la sua nascita. Le zie non lo hanno voluto . Adesso è in un istituto con tanti bambini e due suore. E' piccolo per la sua età ma ride sempre. Yakob è già nostro figlio, anche se lui non lo sa. Ci mostrano le foto: in una è piccolo e impaurito, in un'altra abbraccia tre suoi piccoli amici e sembrano una squadra di piccoli teppistelli che l'hanno combinata grossa. C'entra subito dentro, e non ne uscirà più. "Quando lo potremo andare a prendere?" Probabilmente verso l'estate. I mesi passano veloci e operosi: si risistema la camerina, Eugenio ed io costruiamo il letto a Jakob, Marzia compra un po' di tutto e ce lo immaginiamo ora con la maglietta rossa ora con il piagiamino. ora mentre scala il fratellone che cresce sempre più Maggio 2002, stiamo andando in macchina verso la toscana. Ci telefona l'associazione. Ci sono dei problemi con le pratiche d'adozione con l'Etiopia ma non preoccupatevi. Ci sarà qualche ritardo ma tutto andrà a posto. Fine maggio 2002 Ancora l'associazione: stavolta di tratta di Yakob è caduto e ha perso i sensi. E noi con lui. Il buio ci sovrasta. Le traiettorie partite da tempi e luoghi lontanissimi che erano giunte a sfiorarsi scartano improvvisamente di lato. In un attimo sono di nuovo lontanissime. Yakob è nostro figlio e lui non lo sa. Yakob è nostro figlio, ed è molto malato. Ma di questo non parlerò adesso. Il resto è storia di ieri. Nel mezzo il dolore. Ma non voglio parlarne adesso. Traiettorie Traiettorie partite da tempo immemorabile e da luoghi lontanissimi si incontreranno in un punto. Ventiquattrore prima. Tra un attimo. I due bottoncini neri in mezzo a bianco latte sono 24 ore più vicini.
Mezz'ora fa ho saputo che tutto è anticipato di 24 ore. Il volo Roma-Haddis Abeba non è alle 2 di notte di martedì, come ci era stato detto, ma alle 2 di lunedì (quindi nella notte di domenica). La mano con in mano il mio stomaco ha dato un'altra strizzatina e non mi pare che abbia voglia di mollare. |
Cronaca di alcuni destini che giungendo da tempi e luoghi lontani si incontreranno in un punto per non separarsi mai più |